Se vuoi mandare un´email all´autore, clicca qui: raf.derose@gmail.com tutti, tutti d´amore e d´accordo(dal Capitolo 04: l´onorevole e il cameriere) - Ma tu, si può sapere da che parte stai? - Hai visto il "Signore degli Anelli"? Barbalbero? "Da che parte? Da nessuna parte, perché nessuno sta dalla mia parte"… o qualcosa del genere. Perché, tu credi di essere schierato dalla parte giusta? - Io non sono schierato. Io mi sono solo rotto di questo sistema, e dico che andrebbe demolito. E c´è qualcuno che la pensa come me. Vorresti difendere per caso quei delinquenti che siedono in parlamento e sperperano i nostri soldi per i loro sporchi interessi? - Stai scherzando! Pensa che, fra tutti, il personaggio che trovo più simpatico è Bernasconi… - Ma ti sei rincoglionito? - lo interrompe Giampiero, scandalizzato, in un soffio per non farsi udire dagli altri, soprattutto dal professore. - Non ho detto che mi è simpatico. Se dichiarassi quello che penso di lui mi arresterebbero per oltraggio alle istituzioni. Ho detto "più" simpatico. Immagina quello che penso degli altri. Il fatto è che fra uno che fa politica per difendere i "suoi" soldi, ed un altro che la fa per mangiarsi i "miei soldi", io preferisco il primo. Al contrario, mi pare che sia tu a dimenticare che anche il partito di cui porti in tasca la tessera, in questo momento, ha una buona rappresentanza da quelle parti, e adesso occupa pure una sedia bella pesante. - Ma come vedi non ci pieghiamo passivamente ai voleri della maggioranza. Abbiamo il coraggio di scendere in piazza anche contro i nostri alleati, se la nostra voce non viene ascoltata. - Per me non cambia niente. Io non ne faccio una questione di scelte su determinati argomenti. Per me è un problema di credibilità morale, prima di tutto. Non mi preoccupa nemmeno la confusione di ruoli che c´è in questo momento, con la destra che propone idee di sinistra e la sinistra che adotta provvedimenti chiaramente di destra. Non ha senso discutere dell´eleganza o meno di un tizio che indossa un bel vestito ma non si è mai lavato in vita sua. Io non ho fiducia in nessun politico, perché so che il mondo in cui si muove è un mondo sporco, fatto di inganni, di accordi di sottobanco e di corruzione. E chiunque si muova in un mondo del genere non può essere una persona pulita. Tanto meno se in questa fogna riesce ad emergere e diventare qualcuno. Ricordi, anni fa, l´affare di Tangentopoli? Per la prima volta ho visto il mondo politico mettersi a tremare… (omissis)… Ho ancora il ritaglio conservato a casa, da qualche parte, di una notizia riportata all´interno di un giornale, e senza alcun riferimento in prima pagina. Una riunione d´urgenza, e la rapida approvazione di una legge che da dieci porta a cinque gli anni per la prescrizione dei reati amministrativi. I nostri onorevoli di allora prendevano i primi provvedimenti per salvarsi il culo… (omissis)… Se un cittadino non paga la tassa per la spazzatura, o il consumo dell´acqua potabile, magari perché non ce la fa ad arrivare a fine mese, è perseguibile per dieci anni, e se lo beccano sono cavoli amari. Se invece occupi un posto da pubblico amministratore e sfrutti la tua posizione per metterti in tasca tutto quello che riesci ad arraffare, devi stare attento solo a non farti fregare per cinque anni. E con i tempi della nostra giustizia, questo significa impunità sicura. In quell´occasione, nessuno dei tuoi compagni si è sognato di trascinare la gente in piazza. E nessun santone radicale ha fatto scioperi della fame per protestare contro un atto così immorale. Quel provvedimento, evidentemente, faceva comodo a tutti, destra, sinistra, centro, sopra, sotto, estremi compresi… (omissis)… È stato allora che ho stabilito che il mio voto non lo avrebbe mai avuto nessuno. È lo stralcio di un dialogo fra Giampiero, iscritto ad un partito della sinistra più estrema (per dirla alla Berlusconi) e convinto sostenitore della lotta armata, e Fausto, un disincantato e deluso ex-elettore, come spiega nel brano. Per me, è il passaggio più importante dell´intero libro, finito purtroppo in una posizione poco evidente, sperduto verso il finale del quarto capitolo e quasi sommerso in un mare di tante altre considerazioni simili. Fosse stato un saggio, sarebbe stato il capitolo d´apertura, o di chiusura dell´intero libro, ma trattandosi di un romanzo è capitato lì dove la storia me lo consentiva. Le frasi in neretto sono quelle fondamentali. Si riferiscono ad un episodio di oltre quindici anni fa, risalente al periodo della prima Tangentopoli, e sono rigorosamente vere (spero di riuscire a trovare quel ritaglio, per scandirlo e pubblicarlo su questo sito). Non era la prima volta che il mondo politico veniva colpito dalla magistratura (ricordo, per esempio, un precedente affare Lockhead), ma era certamente la prima che il braccio lungo della legge diventava così minaccioso nei suoi confronti. Ora, se in una società di qualsiasi tipo si scopre che alcuni membri si comportano in maniera scorretta, illegale, danneggiando gli interessi curati da quella società stessa, la prima cosa ovvia che ci si aspetta è che gli altri componenti mettano subito al bando i malandrini e richiedano pene quanto più severe per scoraggiare altri a seguirne le orme. Può capitare che, in un cesto, fra quelle buone, ci finisca anche una mela bacata. Ma se invece succede il contrario, se invece tutti, ma proprio tutti tutti tutti gli altri soci si mettono d´accordo per impedire, di fatto, o almeno rendere difficoltoso che chi viene beccato a compiere azioni truffaldine possa essere perseguito, allora qualche dubbio viene. Qualche atroce dubbio. E non parlo di grossi partiti, spesso di governo, che, in qualche modo, la faccia sporca l´avevano sempre avuta. Non parlo nemmeno del grande partito dalle mani pulite che per decenni aveva difeso e rappresentato le speranze di riscatto di immense masse di lavoratori o aspiranti tali, nonostante il suo silenzio ed il suo comportamento connivente fossero quelli che mi avevano fatto stare più male (anche loro, maledizione, anche loro!). Ma cacchio!, pure allora c´erano forze estremiste, pure allora c´era un "santone radicale" (non occorre far nomi, vero?) che si esibiva in scioperi della fame a volte per molto meno… tutti, tutti, tutti, tutti d´amore e d´accordo, a mettere al riparo dalle odiose mani della magistratura chi usava le proprie mani per arraffare quello che poteva. Dalle nostre tasche. Perché tanto buon cuore verso questi angeli caduti, senza distinzione di colore o schieramento? Oggi la situazione è ancora peggiore. A nulla servono le urla di dolore di Beppe Grillo e dei suoi seguaci a tener fuori dal parlamento persone condannate definitivamente per vari reati. Si spostano magistrati o generali scomodi senza il minimo pudore, e nessuno, ma proprio nessuno nessuno nessuno nessuno fra le eminenti personalità che siedono in parlamento si ritiene oltraggiato da un simile affronto, delinquenti che siedono accanto a loro per decidere delle sorti del paese! Si, ogni tanto un ex-magistrato (non occorre far nomi neanche adesso, vero?), che quindici anni fa consideravo, come quasi tutta Italia, un eroe, si indigna, qualche volta si infervora pure, ma continua a sedere e a governare assieme a quella gente senza troppi bruciori di stomaco, così da dare l´impressione che lo faccia più per essere fedele ad un cliché che gli consente di raggranellare un bel po´ di voti (forse, lo voterei anch´io, se fosse più credibile) che per reale convinzione. Atroci dubbi! Senza attendere le vicende della magistratura di Catanzaro, già con il caso del generale birichino che veniva rimosso dal suo posto (con una promozione, ma, poiché continuava a non starsene buono, subissato poi di critiche e accuse così infamanti da far sorgere spontanea una domanda alla quale nessuno ha mai risposto: se quel generale era una persona così ignobile e scorretta come l´avete presentata, perché anziché sbatterlo fuori a calci in culo gli avete dato un premio?) il buon ministro con il sacro fuoco della legalità nelle vene avrebbe fatto una cosa stupenda se avesse detto "torniamocene a casa, e speriamo che alla prossima occasione gli elettori si decidano a scegliere meglio". Avrebbe dato alla gente comune un minimo appiglio per poter sperare che non tutto sia proprio perso. |