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Voci bianche a Montecitorio

qui
si può scaricare
l´intero romanzo
in formato pdf



prologo
Capitolo 01:  l´assalto
prologo 2
Capitolo 02:  la rimpatriata
Capitolo 03:  uno strano amico
Capitolo 04:  l´onorevole e il cameriere
Capitolo 05:  una ricerca scolastica
Capitolo 06:  una giornata no
Capitolo 07:  una rabbiosa chiacchierata
Capitolo 08:  la prima grossa bastardata
Capitolo 09:  piromani all´attacco
Capitolo 10:  un coro di voci bianche
Capitolo 11:  padre e figlio
Capitolo 12:  una vita, 25 euro
Capitolo 13:  la decisione
Capitolo 14:  le regole del gioco
Capitolo 15:  comincia lo spettacolo
Capitolo 16:  ... ma non durerà molto
Capitolo 17:  il pedinamento
Capitolo 18:  l´esodo
Capitolo 19:  la predica e le resurrezioni
Capitolo 20:  la resa
Capitolo 21:  l´attacco
epilogo

Per chi va di fretta
I punti salienti


NB: qua e là ci sono alcuni (pochi) tagli, segnalati con degli omissis, che non dovrebbero comunque compromettere la comprensione del testo. Potrò spiegarne la ragione solo se e quando ci saranno le condizioni per eliminarli


Ho scritto questo romanzo perché avevo tante, troppe cose da dire.
Ma a me non piace parlare da solo, così eccolo qui, pronto a prendervi, senza altri costi oltre a quelli della vostra connessione…

Se vi va, la mia casella di posta
raf.derose@gmail.com
è pronta a ricevere qualsiasi sorta di critiche (sempre bene accette), di insulti (questi, meno graditi, ma quando tocca… tocca), o… al vostro buon cuore.

Se poi volete darmi un piccolo aiuto, leggete qui come fare.

help me, please!


"Voci bianche a Montecitorio" è il mio quinto romanzo.
Tutti, rigorosamente, inediti.
Probabilmente, sarà anche l´ultimo.

Non so se dipenda da me, da quello che scrivo, e da come lo scrivo, o dalle… circostanze, da come funziona il mondo dell´editoria o forse l´Italia intera, ma il fatto è che le case editrici e il sottoscritto, con ampia evidenza, non hanno grandi "affinità", e non ha senso, in queste condizioni, continuare a provarci, indipendentemente da di chi sia la colpa. Non date retta agli intellettualoidi che sostengono che uno deve scrivere per passione, per amore della scrittura, per il fuoco sacro che arde dentro… balle, tutte balle. Quelli, in qualche modo, sono arrivati, e per loro è facile dire stronzate del genere. Sono decenni che ci provo, e da quasi altrettanto tempo batto siti dedicati agli autori "esordienti" (un bell´eufemismo per dire sfigati ed emarginati), ed in nessuno di questi ho mai letto di uno che scrivesse per il solo gusto di farlo. Sarebbe lo stesso che sedersi davanti al muro e parlare da solo. Sì, è vero, c´è chi lo fa, ma più che da un sacro fuoco è probabile che sia spinto da qualche rotella fuori posto.

Solo, stavolta, non ho accettato che il mio manoscritto languisse in un cassetto in compagnia degli altri.

Non sono uno scrittore impegnato. I miei generi sono il giallo, la fantascienza, l´horror. Oddio, nei miei precedenti lavori mi piaceva scivolare, talvolta, in certi temi sociali, ma giusto come riempitivo, come la descrizione della classica scopatina che normalmente non c´entra niente con la storia ma guai se la fai mancare. Le mie erano, e non volevano esser altro, opere di evasione. Del tipo che certi intellettuali con la puzza sotto il naso definiscono commerciale. Sissignore, scrivevo perché volevo vendere, non per fare cultura. A questo mondo c´è posto per esponenti di entrambe le categorie, ed io ho sempre preferito lasciare agli altri il compito, tipicamente poco remunerato, di insegnare qualcosa. Per modestia (non ho mai avuto la presunzione di avere conoscenze preziose da elargire al prossimo) e per interesse (avrei gradito più i miliardi di Follett che gli elogi di Pasternàk… potendo scegliere. Al momento, in bianco su entrambi i fronti).

"Voci bianche a Montecitorio" è un po´ diverso dai precedenti. Essenzialmente, vuole essere comunque un thriller, è quello che mi piace scrivere, ma per una volta il "riempitivo" ha preso il sopravvento, ed è diventato la prima molla che mi ha permesso, dopo circa dieci anni, di tornare alla macchina da scrivere, e di resistere fino alla parola FINE.

Non mi piace l´aggettivo "impegnato", tipicamente viene utilizzato per propinare una ciofeca illeggibile ma ricca di contenuti profondi. Preferisco definirlo un romanzo "incazzato", ed è per questo che tengo, come con nessun altro, a farlo leggere in giro, perfino gratis, visto che anche stavolta il giro preliminare per editori ha ricavato le solite "picche". Perché ogni sua pagina trasuda di rabbia, di dolore, di angoscia. Perché ogni sua parola è quell´urlo che devi lanciare, per non sentirti scoppiare, ogni volta che hai una nuova riprova di che razza di realtà è quella in cui ti muovi e, soprattutto, in cui sei stato così pazzo e sconsiderato da far nascere dei figli. Per scoprire se sei tu lo stupido sventurato che non sa stare al mondo, o se c´è altra gente come te che ha gli stessi dubbi, gli stessi bisogni, le stesse speranze e le stesse paure. Se esistono alternative ad un´esistenza fatta di sgomento, di rabbia, di rimorso.

Non ho, ovviamente, la possibilità di curare un lancio pubblicitario come quello che solo le più grosse case editrici possono permettersi, specie per un´operazione totalmente priva di profitto, ed è per questo che chiedo il vostro aiuto.

Se quello che ho scritto vi sarà piaciuto, se avrete condiviso, in tutto o almeno in parte (nessuno ha la verità in tasca, e chissà quante cavolate posso aver sparato, nella foga), le idee che ho esposto, aiutatemi a diffonderlo. È tutto qui, e non costa nulla. Potete leggerlo, stamparlo, scaricarlo e distribuirlo a chi volete, liberamente. Con il vostro passaparola, segnalatelo ad altri. Parlatene in ufficio, a scuola, al bar, dal barbiere o nella sala d´attesa del dentista. Molti di voi avranno conosciuto questo sito grazie ad un´email che mi sono permesso di inviare in giro e per la quale mi scuso di nuovo: se volete darmi una mano, inoltrate quella email, o scrivetene una voi, a parenti, amici o conoscenti che, secondo voi, potrebbero apprezzare. Sarebbe una pubblicità molto più mirata di quella che ho potuto farmi io, "sparando nel mucchio", e per questo più efficace.

In ogni caso, grazie... se non altro, per aver avuto la bontà di leggere fin qui.

Raf Derose




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