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Tutti gli amori di Flaminia Langdon

presentazione


Ho cominciato a ricevere i primi pareri su "Voci bianche".
Fondamentalmente, negativi.
Non è una cosa che mi riempia il cuore di gioia, ma sono tenuto a prenderne atto.

Le critiche non riguardano tanto lo stile, pare abbastanza gradito (anche se a qualcuno non sono piaciuti i frequenti interventi della voce fuori campo, troppo demodé), quanto i contenuti, e la struttura del romanzo.
Troppi discorsi politici, che alla fine annoiano.
Personaggi con poco spessore.
Scontato e prevedibile.
Qualunquista.
Niente contraddittorio, niente scontro fra protagonista ed antagonista.
Mancanza degli elementi base in una storia che, alla fine, vorrebbe essere un thriller (mistero, fantasia, amore, sesso, suspense…).

Avevo deciso che "Voci bianche" sarebbe stato il mio ultimo romanzo. Dopo circa venticinque anni di tentativi (e di fallimenti), ero arrivato a concludere che ci fossero solo due possibilità:
1. non ho la stoffa, quindi inutile insistere;
2. la stoffa ce l´ho, ma non serve, quindi inutile insistere.
Ora, il mondo non è in bianco e nero, e non ragiona in termini binari come i computer (sarà un vantaggio, questo? "Ai posteri l´ardua sentenza"), ed i commenti ricevuti sembrerebbero suggerire una terza circostanza: magari un po´ di stoffa c´è, ma commetti degli errori.
E questo sarebbe stupendo!
Questo lascerebbe aperto uno spiraglio…
Potrebbe significare che non sono proprio incompatibile con questa attività.
E non sono le case editrici interessate solo a diffondere la cultura di Totti e Taricone.
Forse sto solo sbagliando qualcosa, e chissà…
… magari…
… potrebbe bastare correggere questi errori…

Già… !

Il guaio è che, in "Voci bianche", quelli che vengono definiti "errori" sono elementi che avevo introdotto deliberatamente. Non mi va di chiamarla "sperimentazione" perché sa troppo di intellettuale, e chi ha letto il mio libro sa come la penso sugli intellettuali. Diciamo che ho voluto provare, come fa talvolta un cuoco, a creare una pietanza usando sapori fra loro contrastanti. Di norma, in questi casi, il risultato non è mai banale: o è un autentico capolavoro, o una schifezza immangiabile.
Al momento pare assodato che il mio non sia un capolavoro.
Magari… che so… sarà perché, mentre cucinavo, ho sputato in pentola, e questo un bravo cuoco non dovrebbe farlo mai...
Cooosa? Ma se hai scritto "Voci bianche" proprio per avere la scusa di vomitare tutta la robaccia che sei costretto ad ingoiare!

Vabbe´, meglio se lasciamo perdere.

Vediamo se riusciamo ad essere più costruttivi.

Ho così deciso di pubblicare, in appendice, una grossa fetta di un mio precedente romanzo, "Tutti gli amori di Flaminia Langdon", già proposto a, e rifiutato da, tutte le case editrici d´Italia (che conoscevo), scritto con uno stile piuttosto simile a "Voci bianche", ma con maggior rispetto verso i canoni classici della narrativa thriller.

È la storia di una bella donna che, dopo l´ennesima delusione amorosa, impazzisce e decide di uccidere tutti gli uomini che l´avevano amata. La cosa le riesce, ma commette un piccolo errore: si innamora di nuovo.
È un noir piuttosto duro ed esplicito, assolutamente inadatto ai minori, ai quali sconsiglio assolutamente la lettura (o, se proprio volete, aspettate prima qualche annetto, okay?).

Ometterò il finale, giusto per non bruciarlo completamente caso mai qualcosa valesse, e dovesse cambiare il vento.
Dovrebbe essere sufficiente per capire di che si tratta.
Talvolta, per questo, bastano le prime pagine.

Sperando che ci sia qualcuno disponibile a sottoporsi ad una nuova tortura, ed in attesa di nuovi, sinceri giudizi.

"Voci bianche" è nato così, e credo che non ci sia nulla da fare.
"Flaminia", magari, potrebbe aver solo bisogno di un po´ di maquillage…
Comunque sia, qualsiasi suggerimento potrebbe essermi utile per futuri lavori, se decidessi di riprendere la penna in mano.

Raf Derose




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