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Tutti gli amori di Flaminia Langdon

Capitolo 23


Manca poco alla mezzanotte.
A nessuno dei due piace fare tardi. Fra qualche settimana, quando si tratterà di tornare alla "loro" casa, faranno sensibilmente prima. Il più delle sere non usciranno nemmeno. Potranno stare assieme, loro due, soli, senza alcun bisogno di esiliarsi. E sarà più piacevole che vagare svogliatamente da un locale a un altro.
Casa Langdon appare addormentata. Le finestre sono chiuse, immerse nel buio. Dall´interno, non giunge alcun suono, né umano, né elettronico. Tutti a nanna. Bene, così è possibile fermarsi qualche minuto sulla veranda a scambiare le ultime effusioni.
Kate sta bene fra le braccia di Greg. Greg, altrettanto. Inconsciamente, forse c´è un sottile piacere nel farlo pensando che, dietro quella parete, a pochi metri da loro, ci siano Alfred Langdon e suo figlio Terry. Entrambi pronti a saltar loro addosso se quegli atteggiamenti, peraltro scontati, si tenessero al loro cospetto; entrambi impotenti e ignari mentre ciò avviene quasi sotto il loro naso. Nessuno dei due è all´erta, non ce n´è bisogno. Neppure aver lasciato la macchina aperta preoccupa Greg. Ha spento le luci, quando sono arrivati, e si è infilato le chiavi in tasca quando ne sono scesi. Un numero sufficiente di precauzioni. D´altra parte, è una zona tranquilla, e la sua auto non ha abbastanza appeal da tentare eventuali ladri. Così nessuno dei due si accorge di un´ombra, giù in strada, che scivola furtivamente nella semioscurità, apre uno sportello e s´infila dentro, chiudendo senza far rumore. Un´ombra che si accuccia dietro, sul divanetto posteriore...
E attende.
- Basta, Greg, ti prego. Sono sfinita.
- Dovrai abituarti a dormire poco, Kate. Le mie intenzioni sono piuttosto bellicose.
- Dipenderà da te, se avrò sonno o meno, allora. Ma per ora dipende unicamente dai miei impegni di lavoro. Domattina dovrò alzarmi presto, vado in trasferta con il capo, e tu dovrai fare altrettanto. È stata una bella serata, - mente, ma discuterne non servirà certo a salvarla, soprattutto a quest´ora - ma adesso non mi reggo più in piedi.
- Va bene, Kate. - Però è dura abbandonare la posizione. Un altro bacio sul collo, fiacco tentativo di allontanare il commiato, riceve in risposta una stanca carezza sui capelli. Comunque, è esausto anche lui, e se avesse avuto seriamente intenzione di prolungare il loro incontro avrebbe dovuto dirigere la macchina altrove. È una tardiva resistenza a separarsi da lei che lo porta ad insistere così, dopotutto senza troppa convinzione.
No, c´è dell´altro. Una sensazione di disagio. È come se avesse la premonizione di qualcosa di spiacevole in procinto di accadere.
"Spiacevole", ho detto?
È un eufemismo.
"Terribile" calzerebbe meglio.
E se credesse, come Barney, a tutte quelle fandonie sui sesti sensi, questo qualcosa lo preoccuperebbe parecchio, anziché procurargli soltanto un vago malessere. E non lascerebbe Kate per tutto l´oro al mondo.
- Stai pensando a Chuck Higgins?
- Eh? Come hai detto? - La voce di Kate gli è sembrata provenire da lontano.
- Non sei tranquillo, Greg. C´è qualcosa che ti disturba. L´ho notato parecchie volte, stasera. Quella storia non è finita del tutto, vero? Ci sono novità?
- Chuck? No, non credo che sia rimasto nei paraggi. Deauville non era della pasta giusta per resistere a lungo uccel di bosco, non mi meraviglia che si sia costituito dopo appena due giorni. I tipi come lui, quando il vento soffia dalla loro parte, sembrano invulnerabili, ma quando le cose si mettono male non hanno neppure la forza di fuggire. Era braccato come una lepre, dopo il ritrovamento di tutti quei documenti nell´ufficio di Constantine, e poi nel suo. Ma Chuck, a quest´ora... sono convinto che si trovi nello stato più lontano da questo, a ricominciare da capo.
- Pare che lo abbiano visto nei dintorni di ´Maid, ieri.
- L´ho sentito dire. Mah, voci incontrollate, e inattendibili. Si è creata una specie di leggenda, su di lui. E in giro c´è un sacco di gente che s´impressiona facilmente, ed è pronta a vedere cose inesistenti. Non credo che ci sia da preoccuparsi, Kate. È già abbastanza nei guai per pensare di procurarsene altri cercando vendetta. È più probabile che sia scappato in qualche posto dove nessuno ha mai sentito parlare di lui. - Bel discorso. Convincente. Ma tutt´altro che convinto.
Né Kate sembra disposta a berselo come digestivo.
- È vero che la moglie ha tentato il suicidio dopo aver fatto sparire la bambina?
- Kate! Come fai a...
- Dai, Greg, non siamo in una metropoli. Senza offesa, non abbiamo bisogno di leggere il tuo giornale per sapere cosa avviene a Mermaid Bay. Si dice che Chuck fosse affezionato a sua figlia, nonostante tutto. Un po´ anche alla moglie, a modo suo. E se Patty Higgins non si riprenderà, difficilmente riuscirà a scoprire a chi ha affidato la piccola Lorrie.
Il volto di Greg s´indurisce all´improvviso. Dipendeva davvero da questo il suo malumore? Non se n´era reso conto. - Come vedi, Kate, hai lo stesso bisogno di comprare il Chronicle, per essere informata su tutto. Patty è morta. Tre ore fa.
- Dio mio!
- Non c´è stato nulla da fare, purtroppo. È... una brutta notizia.
- Non ti sentirai responsabile di questo, Greg! Non è colpa tua se suo marito faceva quel genere di cose, e se invece di difendere la legalità, in città, aveva fatto combutta con la malavita. Tu hai fatto il tuo dovere, e tutta Mermaid Bay ti è debitrice.
- In queste faccende c´è sempre un rovescio della medaglia - risponde scuotendo il capo, abbattuto. La commedia è finita, non ha più bisogno di tenersi dentro quello che prova. In fondo, non gli era poi riuscito così bene. - Nei film gialli è diverso. Lì il cattivo è cattivo e basta, non ha legami, non ha affetti, e quando viene fatto fuori non c´è nessuno che pianga per la sua fine. Nella realtà è tutt´altro discorso. Spesso è coinvolta gente che non dovrebbe entrarci, moglie, figli, che pagano il prezzo più alto. Per la perdita del loro caro, prima. Nel sapere che questo è motivo di gioia per tutti, dopo, ed è la cosa che fa più male. Conoscevo Patty, e la piccola Lorrie. Patty era una cara amica da sempre. Ci sono rimasto male quando, tornato a Mermaid Bay, ho saputo che aveva sposato proprio Chuck. Per lei, finché mi è stato possibile, ho evitato di attaccarlo direttamente, di pubblicare storie poco edificanti che lo riguardavano, e di cui venivo a sapere nel corso del mio lavoro. Sono stato l´ultimo, a parte i medici, a... vederla viva.
Stavolta è Katherine a prendere l´iniziativa. La serata è stata penosa, poteva essere meglio se ne avessero parlato prima. Ma a quest´ora non rimane che salutarsi e andare a dormire.
Quando raggiunge la macchina, Kate gli rivolge un ultimo cenno di saluto prima di chiudersi la porta dietro. Sale a bordo con il morale sotto i piedi. Tutto ciò di cui ha voglia, ora, è ficcarsi sotto delle coperte e chiudere gli occhi. Peccato non poterlo fare assieme fin da stasera. Ma per sposarsi bisogna perdere un mucchio di tempo in un sacco di cose superflue, documenti, preparativi, abiti, ricevimento... È per questo che le loro vite continuano ad essere separate.
Bah, non lo saranno ancora per molto.
Ora è ad un paio di isolati di distanza. Ed è a questo punto che avverte qualcosa. Una nuova, vaga sensazione, che non riesce a definire, prima. Di qualcosa di strano, di anomalo. Una sensazione che anticipa di un soffio due labbra che, sbucando dal nulla alle sue spalle, si posano sul suo collo a dargli un bacio.
Accosta con una manovra brusca e si gira a guardare.
- Flam!
- Ciao, Greg. Mi dai un passaggio?
- Come sei finita qui?
- Ho aperto la portiera e mi sono seduta. Non chiudi mai a chiave? - Si allunga in avanti, preme con il dito un pulsante, si accende la luce di cortesia. Torna ad adagiarsi sul divano posteriore, languidamente, mostrando una generosa porzione delle sue grazie. Il vestito che indossa è già di per sé alquanto essenziale, di più non può, tantomeno considerando i suoi movimenti tutt´altro che cauti. Ma chi gli chiede di più? Lei no di certo.
- Dove devi andare?
- Ho voglia di fare un giro in spiaggia. C´è una bella luna, stanotte.
- Perdona la mia domanda, Flam, ma... hai bevuto?
- Un goccino, giusto per scaldarmi un po´. Quello che ho addosso non mi aiuta granché. E l´effetto è quasi del tutto finito, Greg. - Si sporge nuovamente in avanti, verso di lui, perché sia ben chiaro il senso della frase. Dalla profonda scollatura si affacciano due mammelle superbe, piene e rotonde. Il tessuto leggero svela i capezzoli dritti, che sporgono insolenti e sfacciati in cima a due generosi rilievi. Le labbra si allungano, si protendono verso le sue. Greg rimane congelato a subire, incapace di reagire. Poi ritorna a distendersi dietro, offrendo nuovamente uno stupendo panorama di se stessa. - Ci pensi tu a scaldarmi?
- Ho paura che non sia possibile, Flam.
- Non ti piaccio, Greg? - Si dimena leggermente, fingendosi delusa. È ovvio che bisognerà abbattere qualche parete di carta, il giovanotto deve far qualcosa per salvare almeno le apparenze. Niente di preoccupante. Guardarla, è uno spettacolo straordinario. Vederla muovere, è semplicemente sublime. Lei lo sa. Lui non ne sarà immune. - O ti sei già intrattenuto con Kate, e non ce la fai per la seconda volta?
- Ti rendi conto delle oscenità che stai dicendo, Flaminia?
Ridacchia divertita. Papà Alfred lo ha contagiato: quando qualcosa non va, niente diminutivi, nomi per intero. Cominciamo, prima di tutto, a ristabilire le distanze.
Torna su di lui, allunga una mano fra i sedili, dà una palpatina di controllo. Come previsto. - Il tuo cazzo è sugli attenti, Greg.
- Lui pensa con la sua testa, io con la mia. E non lascio decidere a una testa di cazzo come mi devo comportare.
Poggia la guancia sulla sua spalla, mentre con la mano massaggia delicatamente l´erezione. Il giovanotto non resisterà a lungo. Garantito. - Cosa c´è che non va in me, Greg?
- Katherine. Ecco cosa c´è che non va. In te, e in ogni altra. Io amo lei. - E, delicatamente, le toglie la mano dai pantaloni. Avverte una nota d´isterismo, in lei, che lo mette in serie difficoltà. Non ha la minima intenzione di cedere, ma deve stare attento a "come" resistere. - Perché non cerchiamo di parlarne, Flam? Non siamo due estranei, dopotutto. Stiamo per diventare cognati. Sei la sorella della donna che sto per sposare. So qualcosa della tua vita... della vostra vita, e mi piacerebbe aiutarvi. Con Kate è praticamente fatta, la porto via io. Per te... beh, non posso fare la stessa cosa. Ma se ne parliamo, forse, riusciamo a trovare una soluzione. Intendo qualcosa di realizzabile. Di più efficace, e utile, di una stupida sbandata.
- Io non voglio la tua pietà, Greg. Io voglio te.
- Come fai ad esserne tanto sicura? Non ci conosciamo abbastanza perché tu possa essere così innamorata di me. Non credi che ci siano altri motivi, al tuo desiderio, che non hanno nulla a che fare con l´amore?
Centrato, Greg. Ma sei lo stesso completamente fuori pista.
- Non lo credo, Greg. Lo so. Ma mi spieghi perché debbano esserci tanti problemi per una scopata? Ti sto chiedendo di darmi il tuo cazzo, Greg, non di risolvere i miei problemi esistenziali.
Ha indosso un vestito che si toglie facilmente. Lo fa. Sotto non ha nulla. - Allora, Greg, non vedi che sto congelando?
Greg vede. Anche qualche brutto segno sul corpo. Neppure sulla faccia sono scomparsi del tutto. Quel Burt dev´essere una belva, al contrario di ciò che pensa Kate. Nessuna meraviglia se ora sua sorella dà i numeri. - Flam, ti prego: torna in te.
- Vieni tu dietro, o passo io avanti, Greg?
A quanto pare, non ci sono altre vie d´uscita.
La sberla parte improvvisa, decisa, violenta. Il suono che produce sul volto di Flaminia è quasi preoccupante. Ma l´effetto pare benefico. Se non altro, la ragazza smette di farneticare, e rimane sorpresa, esterrefatta, senza parole. Il che consente a Greg di afferrare le redini del gioco.
- Rivestiti in fretta perché ti riporto a casa, e non ti conviene scendere così dalla macchina. - Il rumore del motore che si riavvia bruscamente enfatizza le sue parole, le rende definitive. Le ruote fischiano, sull´asfalto. Il resto non durerà abbastanza da consentire ripensamenti.
- Greg...
- Ed è meglio che chiudi la bocca, per stanotte. Escludo che tu sia in grado di dire cose sensate.
- Ti amo, Greg!
- Hai visto? Te l´avevo detto.
- Ti amo davvero, Greg. Non sto...
- Smettila, ho detto! E sbrigati a rimettere quello straccio perché siamo già davanti casa tua.
- Devi ascoltarmi, Greg. Ti prego. Ci avevo provato perché volevo fare del male a Kate, perché volevo dimostrarle che voi uomini siete tutti uguali... ma ora... ho scoperto... di amarti davvero. L´ho scoperto adesso, Greg. Devi credermi...
Ed ecco arrivare le lacrime. Queste non te le aspettavi, eh, Flam? È andato tutto storto. Più storto di quanto potesse andare. Perché, per di più, è accaduto qualcosa che non avevi previsto, che mai e poi mai saresti stata capace di prevedere.
Che potessi innamorarti davvero, di un altro porco.
L´auto si ferma davanti al cancello, silenziosamente, non è il caso di attirare attenzioni. Greg si gira verso di lei e sibila: - Hai mezzo minuto per rivestirti, non te ne serve di più. Dopo ti butto fuori, vestita o no.
Flaminia abbassa la testa, distrutta, e obbedisce. Il tempo che le ci vuole è più o meno quello. A questo punto l´atteggiamento di Greg cambia di nuovo, torna quello di prima. Scende ad aprirle la portiera, e quando smonta le parla con dolcezza: - Mi dispiace che sia successo, Flam. E di essere stato così brutale, ma non mi hai dato scelta. Spero di poterti aiutare. Aiutare davvero, intendo. Non commettere qualche cretinata che potrebbe solo fare del male a tutti. Ne riparliamo, d´accordo? Con o senza Kate, come preferisci. A proposito, non credo ci sia bisogno di raccontarle di... questo piccolo incidente.
Gli si butta fra le braccia, singhiozzando. Stavolta Greg non può reagire, non può respingerla. Le accarezza dolcemente i capelli, accettando il suo sfogo.
- Io... ti amo, Greg.
- Tu hai grossi problemi, Flam, e ti stai semplicemente attaccando a un´idea. Desideri anche per te la felicità di Kate, com´è giusto che sia, e credi che dipenda da me, che solo io possa fare questo. Se lasci che ti aiutiamo, potrai uscirne pure tu.
- Io voglio te, Greg!
- Tu vuoi qualcuno che sia per te quello che io sono per Kate. E lo troverai, Flam. Sei una ragazza adorabile. Sei bellissima, dolce, e con un disperato bisogno d´amore. Sarei il primo a farti la corte, se non ci fosse già Kate nella mia vita. Non ti sarà difficile trovare l´uomo giusto per te. Non devi far altro che aprirti... e dimenticare qualche precedente fallimento. So che voi donne siete portate a pensarlo, quando vi capita una brutta esperienza con uno di noi, ma noi uomini non siamo tutti uguali. Se hai avuto la sfortuna di incontrarne uno sbagliato, non è detto che questo debba tornare a ripetersi. Abbi fiducia, Flam.
Parole toccanti. Sentite. Flaminia lo avverte, sa che Greg non sta sciorinando stupide frasi di circostanza. Parole che, in un passaggio, le procurano un fremito improvviso. È come se un cielo nero di nuvole, durante un uragano, si spaccasse di colpo, lasciando apparire il sole, il blu, la luce e il calore dell´estate.
- Si, Greg. Grazie. Avrò... fiducia - dice, smettendo di singhiozzare, smettendo di piangere. Gli porge un bacio sulla guancia, e si avvia di corsa verso la porta di casa.
È dopo aver voltato le spalle a Greg che il suo volto si illumina.
È felice, ora. Avrebbe voglia di gridarlo al mondo intero. Urlare e ridere e ballare, e svegliare la gente che dorme nelle case vicine per renderla partecipe della sua gioia. Non può. Ma le piacerebbe immensamente poterlo fare.
E la frase che poco fa le ha dato quel fremito, che ha annullato in un attimo la sua disperazione e riempito il suo cuore di speranza, torna alla mente, dolce, suadente.
"Sarei il primo a farti la corte, se non ci fosse già Kate nella mia vita".
Si, Greg, amore mio. Grazie a te, ho di nuovo fiducia.




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