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Tutti gli amori di Flaminia Langdon

Capitolo 22


E vissero cent´anni felici e contenti.
Personaggi in ordine di apparizione: Flaminia Langdon, Hal Needles, Douglas Warwick...
Dalla finestra, sottili fasci di luce si intrufolano attraverso i fori delle tapparelle abbassate, e bersagliano pigramente il pavimento antistante. Pare abbiano voglia di curiosare nella stanza, di scostare il velo d´ombra di cui è ammantata e scoprire quanto vi giace dentro, di animato e inanimato. Ma non sono abbastanza audaci. Il tentativo fallisce.
Torna a girarsi. Il corpo rigido, i muscoli tesi, come se, anziché essere distesa su un letto, si stesse mantenendo in equilibrio sul cornicione di un palazzo. Le braccia ricadono pesantemente lungo i fianchi. Gli occhi, sbarrati, si ritrovano a fissare il soffitto. Sul volto ha un´espressione stanca, annoiata, e insieme inquieta, nervosa. Le labbra serrate.
È il vuoto pomeriggio di una domenica vuota. Papà è in giro con i soliti amici. Kate è in giro con il suo fidanzato. Lei è in giro con i suoi pensieri. Dal piano di sotto giungono la musica e i rumori di uno di quei cartoni animati giapponesi a base di robot e mostri alieni. Esistono occasioni in cui persino mamma Beatrice deve rassegnarsi a cedere l´uso della TV, e abbandonarsi sulla poltrona con lo sguardo perso nel nulla. Poco male, a quell´ora non danno niente d´interessante. E questo evita il verificarsi di seri incidenti. Con tutto l´amore che mamma nutre per il suo piccolo tesoruccio.
Tutto finito.
Bene.
Non è stata un´impresa facile, né priva di rischi. Nel regolare i conti con Phil, se l´è vista proprio brutta. Comunque è andata. E vissero cent´anni... È così che si concludono le storie migliori, no?
Quasi tutte.
Qualcuna potrebbe terminare con... "e giacquero sottoterra ammazzati e contenti". Che te ne pare, Flam?
È vero, fa schifo.
Si muove di nuovo sulle coperte. È da stamattina che si tiene occupata con questa ginnastica. Non fa in tempo a trovare una posizione comoda che subito diventa scomoda come la precedente. Ma non ha lo stesso voglia di alzarsi. Non ha nessuna voglia di abbandonare il suo sudario, nemmeno quel tanto necessario per aprire le tapparelle e guardare il mondo, là fuori, vuoto e spento e inutile come l´interno della sua stanza.
Davvero, non è stato facile. È stato bello, però, finché accadeva. Bello, sentire i tremiti di un corpo che sta perdendo le proprie forze, che tenta disperatamente di resistere mentre la vita lo abbandona, che si svuota in pochi istanti sotto le tue mani, per mezzo delle tue mani... Aveva uno scopo, un motivo, per alzarsi dal letto la mattina e desiderare di tornarvi la sera. Una ragione per vagare per la città, e cercare, e scoprire, e poi raggiungere e agire...
Ora è finita.
Ora tutto è finito.
E qualcuno dovrà vivere cent´anni felice e contento.
Chi, lei?
Lasciamo perdere.
Quel che rimane, ormai, è tirare avanti. Alla meno peggio. Adattarsi al susseguirsi delle ore, all´alternarsi del giorno e della notte, delle stagioni, allo scorrere lento e implacabile degli anni, avanti, e avanti, e avanti, fino a scoprirsi sempre la stessa e sempre diversa. Assistere impotente allo striarsi di bianco dei capelli, al solcarsi di rughe della pelle, all´incavarsi degli occhi e al curvarsi di tutto il corpo, iniziando ogni giorno un altro giorno inutile, subendo eventi privi di qualsiasi rilevanza, morendo ogni sera tremando stupidamente all´idea di non svegliarsi al mattino dopo...
Misero finale, per una storia grandiosa.
Ma che altro le resta?
Sta nuovamente scomoda. Cambiare posizione, please.
Kate si sposa.
Lo ha comunicato un paio di giorni fa. A cena. Rivolta principalmente al babbo, con l´atteggiamento di una scolaretta che sta presentando al proprio maestro il compito fatto a casa, attendendo con ansia il voto.
"Ah, bene, bene. Era ora che vi decideste".
Quanto vale, un sei? Non importa, il maestro ha già dimenticato tutto per dedicarsi allo studio degli avvenimenti cittadini, sulla copia del Chronicle che non lo abbandona nemmeno a tavola. Così distratto da lasciarsi persino sfuggire l´occasione di chiedere notizie al riguardo alla primogenita.
Comunque, si sposa. Greg ha già trovato casa, e la data, pur se non ancora stabilita, sarà molto vicina.
Buon per lei.
In qualche modo, lei ha risolto. Il problema più gravoso, impellente: abbandonare casa Langdon.
Auguri, Kate.
Buona fortuna.
Ne avrai bisogno.
Si, perché ho idea che ti stia facendo incantare pure tu, sorellina. Quel Greg, effettivamente, ha un aspetto simpatico. Sembra un tipo a posto, onesto, e seriamente innamorato. Proprio come Burt. Anche lui era così: simpatico, onesto, innamorato.
Sono tutti così.
Finché gli gira.
E la tua vita, dolce fanciulla, dipende solo da come gli gira. Puoi sentirti un idolo, una dea, una stella. Amata, adorata, venerata. Unico scopo di un´esistenza... ehm, apri un po´ di più, se non ti dispiace, si, ecco, va bene così, grazie. Meraviglioso! Finché dura. Poi arriva il giorno in cui non servi più, perché ce n´è un´altra in giro che apre meglio di te, o perché gli anni ti stanno rovinando addosso e non ti ritrovi più con la pelle di una volta e con le forme di una volta; o perché il tempo si lavora anche lui, e trasforma in una faticaccia importuna quella che a vent´anni è l´occupazione più ambita. E allora fatti da parte e non rompere. Meglio se sparisci del tutto.
Ti sposi, Kate?
Va bene.
Se non altro, vai via da questa casa.
Ma non farti troppe illusioni, sorellina. È quello l´epilogo, comunque vada. E tu non avrai neppure, a consolarti, il ricordo di una cascata di sangue che appaga la tua sete di giustizia.
Giù sta avvenendo qualcosa.
La tregua è finita. Dalle urla di Terry, si direbbe che ci sia uno dei soliti fuori programma. Quella stazione è uno strazio: ogni tanto gli salta una trasmissione, e quindi prolungano la precedente, di cartoni, tanto basta mandare in onda un´altra cassetta. Senza curarsi del fatto che un´altra emittente, di gran lunga più seria e puntuale, per quell´ora ha in scaletta un´imperdibile soap. Ha alzato la voce anche mamma Beatrice. È l´unica circostanza capace di indurla a gridare. Comprensibile, ne va della sua vita.
Ecco una possibile soluzione: quando tutto si spegne, accendi il televisore. Vita conto terzi. Avventure, emozioni e sentimenti in confezione spray, per una fruizione immediata e senza problemi. Prodotti consolidati, affidabili, che non ti piantano mai in asso, ti puoi fidare.
Coraggio, donna, imponiti, salva la tua esistenza! Non lasciare che ti si uccida pure così.
Le urla si spengono con una porta sbattuta.
Brava, mamma, oggi hai vinto tu. Di certo, ha avuto un peso determinante il fatto che papà non fosse in casa. Qualche oggetto finirà in frantumi, fra poco. Non importa. Terry, amore di mamma, forse sono stata troppo severa con te. Fine.
"Troppo severa". Flaminia sorride. Potrebbe anche essere divertente. Basterebbe non doverci convivere.
Quindi, Kate si sposa.
Sembra di vederla, il giorno fatidico, in un lungo e ridicolo abito bianco, entrare in chiesa (in chiesa! Mamma Beatrice non ammetterebbe mai un rito civile) sottobraccio al suo Greg, per l´occasione meno casual del solito. Mamma piangerà e papà stringerà centinaia di mani. Terry si sollazzerà tirando qualche frecciata a lei, e lei...
E lei...
E lei penserà ad Hal, a Doug, a Phil. A Burt. A Greg...
No, accidenti, aspetta un attimo, Flam! Che c´entra Greg, adesso? Greg è lì, sta convolando con Kate, e non ha mai avuto nulla a che vedere con te.
Solo perché non ce n´è stata occasione.
Andiamo, sorellina, non penserai sul serio che il tuo bello sia diverso dagli altri! Se davvero arriverà quel giorno, sarai stata semplicemente un po´ più fortunata. Fino ad allora, almeno. Ma poteva esserci un Burt, al tuo fianco, e poteva capitare una Carla Ricciardi a strappartelo via come niente.
Potrei riuscirci anch´io, se volessi.
Non farò mai una cosa del genere, è scontato. Non so più che farmene di quelle bestie.
Ma potrei.
Io ho già imparato. Tu imparerai. Col tempo.
Per ora, pensa a sposarti. E se possibile levati dalla faccia quell´espressione estasiata. È assolutamente superflua. Non è che una sceneggiata, una trama scadente con un finale sfarzoso. Non è obbligatorio crederci. Non è neppure conveniente.
Dio, come siete ridicoli, assieme!
È stato uno spettacolo penoso, poco fa, quando è venuto a prenderti. Da quando hai comunicato la bella notizia in famiglia, non sentite più il bisogno di incontrarvi a un paio d´isolati di distanza. Ora viene qui con la sua macchina, suona al campanello del cancelletto... Ieri, addirittura, è entrato ad aspettare, mentre tu finivi di prepararti. Era in lieve anticipo. Obbligatorio, finché doveva attenderti per strada. Superfluo e stupido, se invece passa a prenderti a casa. Mamma Beatrice ha balbettato un paio di gioiose frasi di circostanza, gli ha offerto un whisky, e lo ha fatto accomodare davanti al televisore perché potesse godere assieme a lei di un pezzo della storia. Forse, aveva saputo che Terry era a casa di un amico. Poco fa è giunto in orario, invece. Ti ha atteso fuori, ti ha sfiorato la guancia con un bacio quando lo hai raggiunto, e ti ha aperto la portiera con un sorriso ebete sulla faccia.
Disgustoso.
Ma fa parte del copione, vero? Dolce, tenero e innamorato. E tu, Kate, a crederci davvero, a illuderti che sia davvero così, ora e sempre. Povera sciocca! Mi basterebbe averlo vicino dieci minuti per fargli buttare giù la maschera.
Non ci credi, Kate?
Davvero, dici?
Scommettiamo?
Si ritrova seduta su un lato del letto. Com´è che si è alzata? Quando lo ha fatto? Perché le sue mani stanno stringendo con tanta forza le coperte, quasi temesse di scivolare giù e cercasse di evitare la caduta aggrappandosi ad esse?
La sicurezza ostentata da Katherine le dà ai nervi. Quella stupida non si rende conto! Ha avuto la fortuna di non passare attraverso le esperienze che ha vissuto lei e adesso fa la saccente. Riderebbe di lei, se provasse a spiegarle che la realtà non è come la immagina, che è folle credere di poter trovare in un uomo vero affetto, vero amore, vero rispetto...
"Scommettiamo che se ci provo me lo porto a letto?"
Un´idea che comincia a farla da padrona, nel suo cervello.
È sicura di sé, sa che non fallirebbe. Perché conosce gli uomini, meglio di quanto non li conosca Kate. E non sarebbe un male, per la sua sorellina, aprire un po´ gli occhi, guardare in faccia la vita con meno incoscienza, con più consapevolezza. Potrebbe aiutarla a superare la delusione, quando verrà il momento della verità.
Allora, Kate, vogliamo scommettere? Vogliamo vedere come andrà a finire?
Non volermene, sorellina, lo faccio per te.




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