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Tutti gli amori di Flaminia Langdon

Capitolo 19


In casa Langdon c´è l´abitudine di fare colazione assieme, la mattina. Tutta la famiglia, seduta a tavola, riunita per cominciare nel migliore dei modi la giornata.
Com´è, scappa da ridere?
Beatrice serve con aria annoiata, la mente perduta dietro trame improbabili di improbabili storie televisive. Alfred Langdon bofonchia su tutto quello che si può bofonchiare, sul caffè troppo amaro o troppo dolce, sul latte troppo bollente o troppo tiepido, sulla giornata troppo nuvolosa o troppo soleggiata, sull´ora fattasi, di solito sempre la stessa, perché è troppo tardi o troppo presto, su qualsiasi cosa possa essere troppo poca o troppo troppa. Ma è un piacere sentirlo finché se la prende con entità astratte. Qualche volta tocca alle ragazze, troppo scialbe o troppo vistose, troppo giù di corda (mai troppo su), troppo "quello che capita". E in tali occasioni qualche spina si sente.
È, comunque, un evento abbastanza raro che si ricordi dell´esistenza delle due primogenite. Grazie al cielo.
Non è la stessa cosa per Terry Langdon. Che se l´è trovate a fare, dunque, due sorellone fra le palle, se non per divertirsi a torturarle in ogni occasione? Il più delle volte, la cosa si riduce a un pedante soliloquio. Flaminia e Katherine hanno imparato quanto sia inutile, anzi dannoso, aspirare a un po´ di giustizia, di rispetto, in questa casa. Talvolta, quando l´umore non è quello giusto, e le capacità di sopportazione sono scarse, capita che ci si ribelli. E allora la giornata comincia come non dovrebbe cominciare mai nessuna giornata.
Oggi potrebbe essere una di quelle.
Flaminia si è alzata una buona mezz´ora prima del solito. Una buona mezz´ora in più, davanti allo specchio, dedicata a rimettersi insieme la faccia, con creme di vario genere e un generoso cofanetto di trucco aperto sulla mensola. Un lavoraccio, con risultati appena apprezzabili. Quel Tom aveva la mano maledettamente pesante. I segni delle sue "attenzioni", già visibili da subito, sono letteralmente esplosi sul suo corpo dopo una breve nottata di sonno. Graffi ed ematomi su petto, braccia e cosce sono semplici da nascondere, basta vestirsi. Non altrettanto per i ricordini sul viso. Mamma e papà potrebbero anche non notarli. Kate potrebbe far finta di niente. Ma Terry...
Calma, Flam. Calma e sangue freddo. Sai benissimo che non ci ricavi niente. E sai che non puoi commettere errori. Il gioco che stai giocando non consente sbagli o distrazioni. Non reagire, non lasciarti trascinare in una rissa. Perché lo sai, a Terry non sfuggirà.
- Ehi, Flam, cosa ti è capitato?
Puntuale come la morte, eh, Terry?
- Sono caduta.
Papà Alfred sta imburrando una fetta di pane abbrustolito. Non aveva ancora dedicato un´occhiata ai membri della sua famiglia, né a Flaminia, né a nessun altro. Alza gli occhi nel sentire le due battute, vede qualcosa che non va sulla faccia più truccata del solito della sua figlia maggiore, e per quello che gliene frega la risposta gli basta e avanza. Mamma Beatrice sta portando la tazza alle labbra con occhi sognanti. Niente di quanto avviene attorno a lei è in grado di interessarla. Kate si rifugia nella colazione.
- E dove sei caduta? Sei ridotta proprio male. - Se non fosse per quel risolino soddisfatto che gli increspa le labbra, verrebbe da pensare che sia davvero preoccupato per la sua amata sorellona. In effetti, sta cercando di attirare l´attenzione dei presenti sul fatto.
Flaminia imita il resto dei commensali ignorando la domanda.
- A guardarti, si direbbe che tu sia caduta su un pugno. - La risata, a questo punto, si fa più sonora. - Hai visto, papà? Lividi così li ho visti in TV dopo un incontro di boxe.
Chiamato in causa, Alfred Langdon solleva un sopracciglio. Senza degnarla di una seconda occhiata, chiede: - Cosa ti è successo, Flam?
- L´ho detto: sono caduta.
- Dove?
- Dalle scale. Sono scivolata.
- Su che cosa? - incalza Terry.
- Su una delle tue biglie, se lo vuoi sapere.
MALEDIZIONE, FLAM! Non s´era detto di fare attenzione a non commettere errori? Cosa ti salta in mente di coinvolgere Terry nelle tue faccende? Lo so, in questo momento, più che "coinvolgerlo", ti piacerebbe strozzarlo. Ma proprio in questo tipo di trappola non dovevi cadere.
- Terry, hai lasciato di nuovo le biglie sulla scala? - Magnifico! Non potevi cascare meglio, ragazza mia. Chissà da dove viene quest´improvviso senso di responsabilità, stamattina. È la prima volta in dieci anni che Alfred Langdon mostra di interessarsi del comportamento del suo erede maschio.
- Non ho lasciato un cacchio sulle scale. Flaminia sta mentendo. Se fosse stato per colpa delle mie biglie, non avrebbe cercato di far passare la cosa inosservata, non dicendo niente e coprendo le botte con il trucco.
Il discorso non fa una grinza.
Sai una cosa, Terry?
Dovresti fare l´avvocato, da grande.
Se ci arrivi.
- Flaminia?
Quando papà Alfred chiama una delle figlie usando il nome per intero, vuol dire che è in arrivo tempesta.
- Sono scivolata su una biglia. Non so se ce l´ha messa apposta o se l´ha scordata, ma la biglia era lì e io sono caduta.
- Non è vero niente! - urla Terry. - Qualcuno l´ha picchiata e adesso cerca di far cadere la colpa su di me. Lo giuro, papà, non è stata colpa mia.
- Flaminia, sto aspettando spiegazioni.
- Te l´ho già date, le spiegazioni. Se tu rifiuti di crederci, non posso farci niente.
- Flaminia! Che cosa significa questo tono? Guarda come sei conciata. Voglio sapere chi ti ha ridotto così.
Katherine apre la bocca, vorrebbe intervenire. La richiude subito, peggiorerebbe le cose. Non può altro, contro quest´ennesimo martirio, che continuare a far colazione facendo finta di nulla. Mamma Beatrice, dopotutto, non finge, lei veramente non si è accorta di nulla.
- Papà, ti prego... te l´ho detto.
- È stato quel Burt, papà. Scommetto che è stato il suo ganzo. Lei ha insistito per portarlo a casa, come ha fatto Kate con il suo ragazzo, e lui gliel´ha date di santa ragione per farle passare la voglia.
Non c´è nessun indizio, nessun motivo per pensare che possa essere andata così. Non è che un´inverosimile versione inventata di sana pianta da un ragazzino dispettoso di dieci anni, giusto per dire qualcosa di sgradevole contro la sorella.
Non importa, è una spiegazione come un´altra. - È stato questo, Flaminia?
- Scommetto che se ti dicessi che è così mi crederesti. Va bene, come preferisci: è andata così. Ho bisticciato con Burt perché inventa scuse per non venire a casa a conoscervi, e lui mi ha picchiata. Soddisfatti?
Soddisfatti, con così poco?
Andiamo, Flam!
- E hai cercato di far cadere la colpa di tutto su Terry! Flaminia, ma si può sapere cos´hai al posto del cervello? Non sei capace di trovarti un ragazzo con la testa sulle spalle, ti fai conciare così, e cerchi di incolpare tuo fratello di cose in cui non c´entra. Ma vergognati! Alla tua età dovresti essere già sposata e madre di figli, e invece ti comporti come una ragazzina capricciosa. Quand´è che ti deciderai a crescere? - Breve pausa per un morso di pane imburrato e marmellata. Si sbraita bene anche a bocca piena. - Kate ha cinque anni meno di te, ed è riuscita a portarmi a casa un giovanotto a posto che intende sposarla. Tu, invece, a casa porti solo bidoni e sberle. Vatti a guardare allo specchio, sei ridotta da fare pietà!
- Ce l´ha con me perché è maligna, papà - rincara la dose Terry.
Flaminia rinuncia. Del resto, era previsto che finisse così. Comunque andasse, sarebbe finita così. Rimane immobile, in silenzio, con lo sguardo fisso su quanto ha nel piatto, piangendo lacrime di fuoco.
Ottima mossa, Flam, potevi farlo prima. Piangere in silenzio è il massimo che ti è concesso, e la migliore delle soluzioni. Lo sapevi, no?
- Dio mio, come si è fatto tardi! - esclama Katherine, guardando l´orologio al polso e balzando su dalla sedia. Non è vero, ma va bene lo stesso. Il sacrificio è stato consumato, la vittima designata ha seguito il proprio destino, non importerà a nessuno se l´ora fatta, in realtà, è ancora abbondantemente nei limiti. - Andiamo, Flam? Oggi devo fare un pezzo della tua strada.
Flaminia abbassa il capo, e si alza da tavola senza una parola. Nessun intervento da parte di nessuno. Per Alfred Langdon, la questione è già durata oltre il tollerabile; Beatrice Langdon guarda senza capire il volto pieno di lacrime della figlia, ma non giudica sia il caso di investigare, chissà che le è preso; e Terry ritiene di potersi considerare soddisfatto vedendo il trucco della sorella, sciolto in rivoli, imbrattarle il volto in maniera disgustosa.
Il mondo appare diverso, con la porta di casa chiusa dietro le spalle. Un altro universo, distante appena lo spessore di una parete.
Le due sorelle s´incamminano in silenzio nella strada deserta, sotto un cielo scuro e basso, coperto di nuvole nere. È quando girano oltre l´angolo che Katherine offre a Flam un fazzoletto di carta perché si pulisca il viso.
- È andata davvero così, Flam? - chiede apprensiva. Flaminia scuote il capo, in silenzio, in segno di diniego. Le lacrime sgorgano ancora più copiosamente dagli occhi.
- Credi... che possa fare qualcosa per te? Mi piacerebbe aiutarti, Flam.
Flaminia agita nuovamente la testa, avvilita, e conclude la pulizia del suo volto con una leggera soffiata di naso. Un secondo fazzoletto, nella mano di Kate, perfeziona il lavoro, togliendo alcune brutte macchie sotto uno zigomo. I segni delle percosse son tornate a essere evidenti, ma è sempre meglio che avere la pelle infangata di fard. Kate le offre un sorriso. Flam ricambia con una smorfia che vorrebbe esserlo.
Non ho più bisogno d´alcun aiuto, Kate. Comunque grazie.
Qualche decina di metri più avanti le loro strade si dividono. Un mesto saluto, e le due sorelle prendono direzioni opposte. Con sentimenti opposti.
Kate è abbattuta. Ogni volta, a qualunque delle due capiti, è così, la sensazione di portare sulle spalle un peso troppo grave per un solo essere umano. Se almeno riuscissero ad avvicinarsi di più, loro due. Se almeno Flam si aprisse di più, con lei...
Va verso l´auto di Greg, ferma davanti al solito bar, con una voglia folle di buttarsi fra le sue braccia e gridargli di portarla subito via, lontano da lì, lontano da Mermaid Bay. L´idea, che Greg trova ridicola, di non passare ogni volta a prenderla a casa, ma di attenderla lì, sembra ora migliore di quanto non fosse parsa quando l´aveva lanciata, sfidando la sua ilarità. Greg, tutto, ma lontano da casa Langdon. Lontano dalle sue grinfie e dai suoi influssi malefici.
Accelera il passo, e si gira, una volta, a guardare Flam che si allontana con le spalle ricurve, il capo chino. Ricaccia indietro le lacrime.
L´unica soluzione è la fuga. Per me, forse è fatta. Auguri a te, Flam.
Resterebbe di stucco, se potesse vedere la trasformazione avvenuta sul volto della sorella. C´è un´espressione soddisfatta, ora, in mezzo ai lividi e ai rimasugli di trucco. Una luce crudele negli occhi. Una determinazione improvvisa, in stridente contrasto con le lacrime di poco prima e col suo aspetto affranto. Doveva uscirne, in qualche modo, e in qualche modo ne è uscita. Ingoiando un altro abuso, piangendo lacrime roventi, resistendo alla tentazione di afferrare un coltello e passare sotto la lama padre, madre e figlio... Ma è andata. Le sue contusioni hanno trovato una spiegazione, forse migliore di quella che aveva inventato all´inizio, che ha accontentato tutti. Che, per questo, ha chiuso l´argomento. Al massimo, potrà aspettarsi qualche nuova frecciata da parte di Terry, ma il peggio è passato. È un peccato che sia saltato fuori il nome di Burt. Perché la prossima vittima della Mantide Bionda avrà lo stesso nome.
Pazienza, lei che c´entra?
L´assassina è bionda, lei è bruna, e il Burt Merrill che sta per fare un´altra brutta fine non sarà certo l´unico Burt di Mermaid Bay e dintorni.




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