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Tutti gli amori di Flaminia Langdon

Capitolo 10


Milton Deauville ha un´età effettiva di cinquantasette anni. Quella apparente, varia dai quarantacinque-cinquanta agli ottantanove. Ottantanove portati così male da escludere il raggiungimento dei novanta. Condizioni psicofisiche che, per un comune mortale, sarebbero definite paranoia. Per il sindaco di una piccola città, ma i cui giri d´affari farebbero invidia a metropoli ben più grandi, si può parlare di "peso delle responsabilità".
Mermaid Bay è una città prospera. Le sue attività principali forse non saranno del tutto lecite, però comportano un diffuso benessere indotto anche per quelle che si svolgono maggiormente alla luce del sole. La gente viene da fuori, a ´Maid, per passare una serata al Brigantine, o per acquistare una manciata di dollari d´amore fra le ombre di Redrock Park. Ci sono alberghi che vivono di questo ben al di fuori della stagione estiva, quando la spiaggia di Mermaid Bay non riesce più ad attirare frotte di turisti. Pare, inoltre, che Philip Constantine abbia messo su una piccola ed efficiente centrale di smistamento di cocaina ed ecstasy. Tutte attività "particolari", che però portano soldi al benzinaio di ´Maid, al tabaccaio, al gioielliere (ce n´è più di uno che, forse per far tacere la propria coscienza, torna a casa con un regalino per la moglie), che poi li vanno a spendere alla boutique, al drugstore... Cose che fanno in qualche modo perdonare, o almeno vedere come un costo come tanti altri, persino qualche piccola operazione di taglieggiamento. Mai, comunque, troppo esosa, da indurre, o incoraggiare, proteste o atti di ribellione.
Un rapporto che, tutto sommato, funziona. Al punto che, alle ultime elezioni, non gli ha fatto mancare, sia pure di un soffio, i voti necessari per potersi sedere su quella poltrona.
È un equilibrio che si basa, soprattutto, sul silenzio. Sul tacito, reale o forzoso, consenso delle parti in causa, e sul mantenimento della città fuori dai grandi clamori. E quindi da rischiose indagini. Al suo interno, la fedeltà dello sceriffo Higgins contribuisce in maniera non indifferente al mantenimento del necessario ordine. Tutto gira alla perfezione, dunque. Tutto tranquillo, e predisposto per le prossime, vicine elezioni, previste per l´estate a venire.
Quasi tutto.
Tutto, tranne che per un piccolo, insignificante particolare: un piccolo, insignificante omiciattolo di nome Barney Bloch! Un giornalistucolo da strapazzo che sembra aver fatto dello stargli a rompere i coglioni la sua unica ragione di vita. Niente di eccessivamente grave, prima d´ora, i suoi attacchi sono sempre stati di natura politica, e questo non poteva impensierirlo più di tanto. Quello che denunciava, o insinuava, era ampiamente risaputo, e notoriamente alla base delle splendide condizioni economiche della città, delle quali nessun elettore si lagnava. In mancanza di prove, non poteva scrivere niente di veramente concreto contro di lui, niente che potesse procurargli fastidi di carattere giudiziario.
Un piccolo, insignificante omiciattolo con il culo grande quanto un campo di football!
Un culo con tanto di nome e cognome.
Mantide Bionda.
Una storia diventata più grande del dovuto. Un maledetto caso che sta minacciando di creare seri problemi. È ridicolo, con le mani in pasta un po´ dappertutto, dover tremare a causa di avvenimenti con cui non c´entri minimamente.
Sono rare, ma è in occasioni come queste che il suo aspetto incanutisce, facendolo apparire prossimo alla morte. Niente che susciti pietà, comunque. Il volto lungo e infossato s´incava ulteriormente. Le labbra si piegano più del solito verso il basso, assumendo un chiaro atteggiamento di perfidia. Gli occhi diventano due strette fessure attraverso le quali partono lampi minacciosi. L´intera figura s´ingobbisce, diventando simile a quella di un avvoltoio. La voce, roca, si permea di vibrazioni metalliche. Se muoio io, sembra avvertire, vi trascino tutti all´inferno con me.
Appare comico il contrasto con Chuck Higgins, un omone di quasi due metri d´altezza e un quintale e mezzo di peso, che al suo cospetto sembra farsi piccolo e tremolante.
Milton Deauville agita sotto il naso del poliziotto una copia del Chronicle. La forza con cui stringe il giornale è in netto contrasto con il suo aspetto da moribondo.
- Sceriffo Higgins! Cosa significa questo?
- Sto facendo tutto il possibile, signor Deauville. - Per Chuck Higgins, l´uomo che ha davanti è sempre stato, e sempre sarà, il "signor" Deauville. Il suo rapporto di sudditanza non gli permette di chiamarlo sindaco come il resto della cittadinanza, è un termine derivante da un sistema troppo democratico, e suggerisce una sensazione di distacco che non si può permettere. "Signore", in questo caso, è nel senso di "padrone". - Le indagini vanno avanti senza sosta. Purtroppo è un maledetto pasticcio senza né capo e né coda. Non ci sono tracce, non ci sono indizi. Entrambe le vittime non avevano...
- Non voglio scuse. Non mi servono scuse. Quello che mi serve è che questa storia finisca al più presto. Questo cialtrone - e agita nuovamente il giornale per identificare Bloch con l´epiteto - sta diventando più ingombrante di quanto possa permettersi. Sta gonfiando questa stupida storia diffondendo panico fra la popolazione.
Sbatte il giornale sul ripiano della scrivania, poi ci si va ad accucciare dietro. Resta pensieroso per un minuto. Utile a lui per riprendere il controllo di se stesso, e al suo subalterno per afferrare la gravità della situazione. Higgins aveva visto la cosa solo da un punto di vista strettamente personale, finora. Non immaginava che anche il suo datore di lavoro potesse sentirsi coinvolto a tal punto in quella miserabile storia.
- Hai letto cosa scrive? - Riafferra il giornale. Lo apre sullo scrittoio. Gli occhi scorrono le righe prelevando i passaggi più significativi. - Una serial killer, che se ne va in giro ad ammazzare la gente a casaccio... Chiunque può capitare sotto le sue grinfie... Un´abile e spietata assassina, forse molto attraente, che usa la seduzione per mietere vittime. Una trappola che nessuno può ragionevolmente credersi in grado di eludere... Nessun posto è sicuro, può essere il parco o la spiaggia o qualsiasi angolo della città. Domani potrebbe venire a bussare alla tua porta... - Riporta sul poliziotto le due fessure che ha ai lati del naso. Sembra lo sguardo di un rettile. Higgins non si meraviglierebbe più di tanto se una lingua stretta e biforcuta si allungasse dalla sua bocca, quando ricomincia a parlare. Anche la voce, adesso, ricorda il sibilo di un serpente. - La gente ha paura, Chuck. È durata poco con il primo omicidio, e non avrebbe retto a lungo in ogni caso. Ma quest´altro, dopo nemmeno una settimana... La psicosi si sta diffondendo, e questo bastardo soffia sul fuoco. Sai cosa ho saputo da Philip? Ieri notte più della metà delle ragazze è andata in bianco. I clienti, hanno paura pure loro. Temono che l´assassina possa trovarsi fra le nostre donne. Esattamente quello che Bloch suggerisce fra le righe sul suo giornalaccio. Hai controllato con quella ragazzina, quella... Norma?
- Si, lei ne è fuori. Quella sera era rimasta a casa per il ciclo. Era già in "ferie" da un paio di giorni.
- Sei sicuro di lei?
Chuck Higgins grugnisce una conferma. Si, ne è sicuro, più che sicuro. Non è il tipo da imprese del genere, liquida com´è. E certo non ha il dono dell´ubiquità, per cui ieri sera non poteva essere in spiaggia a far fuori il secondo, a quell´ora.
Lo ricordi come se fossi ancora nel suo letto, eh, Chuck?
- E non è tutto - continua Deauville. - Il nome di Mermaid Bay comincia ad essere pronunciato fuori di qui, e questo è male. Se arriva roba del genere all´orecchio di qualche federale lo sai come finisce, vero? Arriva qualcuno da fuori e si mette a fare domande. Se va bene, dovremo rassegnarci a dividere le nostre entrate. Se va storta, siamo tutti fottuti. Chuck, riesce a entrare nella tua capoccia questo concetto?
- Signor Deauville, sto già facendo il possibile...
- E allora fa´ l´impossibile! Fa´ tutto quello che c´è da fare: scopri l´assassina, o fai tacere Bloch e il suo scagnozzo, come si chiama, quel... quel...
- Dalara, signor Deauville. Greg Dalara. Ho più di un conto in sospeso, con lui.
L´uomo dietro la grande scrivania si abbandona contro lo schienale della poltrona. Sembra essersi accollato altri dieci anni sulle spalle. Non è un idiota, sa benissimo che i casi in cui c´entra la follia sono i più difficili da risolvere. Mancano di logica, di moventi, di piste da poter seguire. Sa che Chuck ha ben poco da fare, se non sperare in un autogol del criminale. Sa che la sua strigliata non basta a garantirgli i risultati di cui ha bisogno. E questo lo fa sentire impotente. Vulnerabile. Una condizione inaccettabile, alla quale non è abituato.
- Tieni d´occhio quei due. Scopri se vanno a puttane o se si fanno o se sputano per terra. Va´ a controllare i loro libri contabili. Pescali mentre passano col rosso o se superano i limiti di velocità o non danno la precedenza sulle strisce. Mandagli la visita di qualche ragazzo... Insomma fa´ qualcosa! Trova un motivo qualsiasi per chiudere questo maledetto foglio stampato. E soprattutto scopri chi è questa fottuta ninfomane che ammazza la gente mentre si fa scopare.
È un congedo. Chuck Higgins china il capo e gira sui tacchi, incerto se mostrarsi umiliato e timoroso, o energico, risoluto, fiducioso nelle sue forze e in una rapida soluzione del caso. È più facile, quando si tratta di obbedire a un ordine espresso.
Fuori, il sole è caldo. La giornata è luminosa, l´aria frizzante. Nei momenti difficili, lo studio del sindaco assume le caratteristiche di un sepolcro, ombre e puzzo compresi. Dal quale è bello scoprire di esserne usciti un´altra volta vivi. Lo sguardo di Higgins è puntato contro una palazzina a due piani in fondo al viale, mentre scende la breve scalinata del municipio. Una vecchia palazzina in mattoni con una pretenziosa insegna sul tetto: CHRONICLE. Mandagli qualche ragazzo, o controlla i libri contabili... Il vecchio è decisamente fuori di sé. Forse è proprio quello che Bloch aspetta, per alzare la voce fino a farsi sentire ben oltre i confini della contea. No, non è quella la strada da seguire. Sarebbe più interessante gambizzare Dalara. È in quello stronzo la vera forza di Bloch. Non ha che da premere un bottone, e il suo scribacchino gli fa tutto quello che c´è da fare. Potrebbe bastare levarglielo di torno.
Un´idea attraente, medita, lisciandosi il mento.
Ne ha di conti in sospeso, con Dalara. È una storia che si trascina fin da quando frequentavano, nella stessa classe, le scuole elementari di ´Maid. Un´antipatia innata, viscerale, che si trasformava in un perenne antagonismo su tutto. Una storia che raggiunse il suo culmine all´età di diciotto anni, con la faccenda di Wendy. Wendy, la svampita, che filava con lui e faceva gli occhi dolci a Greg. Finì a pugni, allora, e fu Greg a prenderne di più. Una gran bella soddisfazione, che non servì certo a mettere la parola fine alla loro rivalità. Finché il rompiballe non sparì, destinazione ignota, con tutta la sua famiglia.
Sembrò uno scherzo del destino quando, appena divenuto sceriffo di ´Maid, grazie a, e al servizio di, Milton Deauville, Dalara tornò da uno degli stati sulle sponde del Pacifico per mettersi a lavorare nella testata di Bloch.
- Va bene, Dalara, a quanto pare toccherà di nuovo a noi due. Meglio così, ho ancora qualche capriccetto da togliermi.




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