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Tutti gli amori di Flaminia Langdon

Capitolo 07


Quella che risponde all´indirizzo, tracciato frettolosamente sul taccuino, è una casa uguale a tante altre, in un quartiere residenziale alla periferia ovest di ´Maid, sulle colline. Una moderata altitudine permette di sovrastare i tetti della città, e vedere il mare. Apparentemente, per la sua immensità, ad un tiro di sasso. È un quartiere semplice, pulito, privo di pretenziosità. Accogliente. È difficile concepire come possa succedere, a qualcuno che abiti in un posto simile, di finire sgozzato in un parco malfamato nell´ora delle streghe.
Cosa può aver spinto quel Judson Brett a ficcarsi in una simile situazione?
In una così limpida giornata, il posto trasuda serenità da ogni angolo, da ogni piccolo lembo dei suoi curati giardinetti, da ogni porta e finestra... Serenità, che sembra grondare dai rossi tetti inondati dal sole, passeggiare in equilibrio sui bassi steccati di legno che dividono le diverse proprietà, scivolare dagli alberi e svolazzare sull´erba. Pensa, Greg, a un ritorno dal lavoro, la sera, e ritrovare Katherine lì ad attenderti. La casa linda, confortevole, rallegrata dai giochi di un paio di marmocchi che non aspettano altro che tu apra la porta per saltarti addosso e farti vacillare sotto i loro abbracci e i loro baci. Una cena tranquilla, poi assieme in salotto per un po´ di tv, e infine a letto a vivere una placida notte d´amore, per esser pronto, al mattino, ad affrontare una nuova giornata. Rincuorato dal pensiero di avere un posto come quello pronto ad accoglierti, per chiudere la porta sul torbido mondo che sta fuori.
Che ti è successo, Judson? Come hai fatto a finire in quel modo, in quel postaccio, in un´ora in cui avresti potuto essere lì a goderti quanto di meglio può offrire la vita?
Sei qui per scoprirlo, Greg.
Nello scendere dall´auto, il suo sguardo si posa sulla copia odierna del Chronicle. Vede una metà del grosso titolo in prima pagina. Ricorda benissimo l´altra, nascosta dalla piega del giornale. "Caso della Mantide Bionda: la polizia brancola nel buio".
Barney sta andando giù pesante. L´ottanta per cento dello spazio per gli affari cittadini è dedicato ad attaccare Deauville. Fanno il loro lavoro i cronisti di costume, i commentatori politici, l´editorialista (il grande B.B. in persona), e persino lui, Greg. A tritare e ritritare quel caso, che il suo capo ha deciso di addebitare ad ogni costo al sindaco. "L´inesplicabile caso della Mantide Bionda". Un titolo che passerà agli annali. Una battutina, in fondo neppure tanto intelligente, di Greg, trasformata in un fantastico colossal di cronaca nera. Tanto accanimento spingerebbe Greg a parteggiare per il Grande Inquisito, e persino mettersi contro Barney, suo amico prima che datore di lavoro, se non fosse per una considerazione: dei due, ad avere le spalle ben coperte, e a farla da padrone in città, nonostante tutte le voci e le inchieste aperte (e subito chiuse) su di lui, non è il cattivone dispettoso che manda avanti il giornale per cui lavora. E in fondo il rumore che questi riesce a fare non dà più fastidio a Deauville di un insolente moscerino che ronzi nella sua stanza.
Sono passati cinque giorni dal fattaccio nel parco, e il caso comincia a sgonfiarsi. L´idea di una bella donna bionda che andava in giro di notte in Redrock Park a fare l´amore col primo che capitasse, per poterlo sgozzare durante l´accoppiamento, aveva colpito parecchio la fantasia della gente, benché non si sentisse la mancanza di una nuova leggenda che riguardasse il parco di notte. Se n´è parlato per due, tre giorni, animatamente. Ma ora la cosa comincia a diventare obsoleta. Per oggi si è risolto con il titolo sulla polizia, a corto di tracce, d´indizi e di idee. Domani, ha ordinato Barney, si uscirà con un´intervista alla vedova, e mi raccomando, Greg, tira fuori qualsiasi cosa possa cadere dagli armadi. Prima di finire nel dimenticatoio, come tutte le altre, questa storia dovrà essere stata spolpata fino all´osso.
E togliti dalla faccia quella smorfia di disgusto, se no ti riduco lo stipendio.
Lei si chiama Gabrielle. Non c´è stato verso di scoprire il suo cognome da ragazza. Niente figli. Gente tranquilla. Anche la vittima, quel Judson, pare fosse un tipo a posto, senza troppi grilli per la testa: onesto, buon lavoratore, cordiale e simpatico con gli amici. Probabilmente il matrimonio vacillava. Ciò giustificherebbe la sua sortita nel parco di quella sera. Tutto qui, per ora. Vedi di scoprire il resto.
Resto? Cosa ti dà la convinzione che ci sia del resto da scoprire, Barney?
Niente. Che ci sia o no, fa parte delle cose che dovrai scoprire tu, Greg.
Greg contempla nuovamente il panorama che lo circonda, ed emette un sospiro. Quel lavoro, in genere, gli piace. Lo attrae la sfida che si cela dietro ogni nuovo avvenimento, il senso di mistero che di solito accompagna questo tipo d´avvenimenti, e alla fine quel macabro e insulso senso di compiacimento che perfino il più mite degli esseri umani prova davanti ad avvenimenti del genere. È per questo che si va al cinema, no?, e si gode delle scene a più alto contenuto d´adrenalina. Quello che detesta, è occuparsi di determinati risvolti. Andare a far visita a una donna, che ha appena perso il marito in circostanze tragiche, oltre che imbarazzanti, è uno dei risvolti che detesta di più. Ma, come gli disse un giorno un amico filosofo, il mondo è una merda, e non puoi pretendere di viverci senza sentirne mai la puzza.
Si trova infine davanti all´ingresso. Sta per premere il campanello dopo un´ultima occhiata in giro, di verifica oltre che di contemplazione, quando la porta si apre. La sorpresa, di essere stato visto arrivare, ed essere accolto così inspiegabilmente a braccia aperte, scompare appena si trova a fissare le due larghe spalle, avvolte in una divisa, che stanno uscendo giusto allora, e per poco non gli piombano addosso dall´alto del metro e novantotto del proprietario.
Proprio la ciliegina sulla torta che ancora mancava.
- Dalara, che caz... - Rapido flash: sceriffo Higgins, controllo, sei davanti ad una signora! - Che ci fai qui?
- A quanto pare, sceriffo, è destino che entrambi ci guadagniamo da vivere negli stessi posti.
- Stavolta giri i tacchi e vai a sudarti lo stipendio da un´altra parte, scribacchino. La signora è molto provata, e...
- Greg?
La signora ha parlato.
Il poliziotto si blocca.
Entrambi si girano in direzione della voce.
- Gabrielle! - Risposta di Greg.
Adesso è Higgins a girarsi di nuovo, verso il giornalista. La faccia è quella di uno che ha appena scoperto di avere un rospo in bocca e non gli rimane altro che deglutire. - Vi conoscete?
- Greg è un mio caro amico, sceriffo. Non lo vedo da anni, ma... mi fa piacere che sia qui, ora.
Gli occhi di Chuck Higgins sprigionano fiamme. Inquisiscono i due. Si fermano sul volto di Gabrielle Brett. La mente sta già elaborando un´ipotesi attraente, che purtroppo sa in partenza errata: una magnifica tresca fra la bella vedovella e il più odioso scribacchino della terra, una trappola per far fuori il marito in maniera tale da dirigere altrove i sospetti, lo sceriffo di Mermaid Bay smette di brancolare nel buio e sbatte in gattabuia i fedifraghi in tempi tutto sommato accettabili. Fantastico! E se pure non fosse così, tanto meglio, se questo potesse permettergli di lasciar marcire innocente Greg Dalara in una cella per il resto dei suoi giorni. Ci sarebbe ancora più gusto. Purtroppo, il primo controllo effettuato è stato proprio sui capelli ritrovati sui vestiti della vittima, biondi e lunghi come quelli della moglie, che alla moglie son risultati non appartenere. "Lei capirà, signora, fa parte del mio lavoro, seguire tutte le piste possibili, compreso quelle meno probabili. Gli esami, in ogni caso, torneranno utili anche a lei, in quanto dimostreranno in maniera inequivocabile la sua estraneità al fatto. Normale e odiosa routine, signora Brett".
Pagherebbe lo stipendio di un anno per potersi essere sbagliato, al riguardo.
- Greg, è una sorpresa rivederti. Vieni, entra. Allora arrivederci, sceriffo.
Chuck Higgins è ancora lì impalato, davanti alla porta, quando Greg stesso gliela chiude elegantemente in faccia.
- Gabrielle... non immaginavo nemmeno lontanamente che potessi essere tu la "certa Gabrielle" moglie di Brett.
- Eri venuto a trovarmi per lavoro, vero? L´ho capito dalla tua risposta allo sceriffo. Ciò non toglie che sia comunque felice di rivederti. Avevo appena notato la tua firma sull´articolo di oggi. Stai seguendo il caso per il tuo giornale?
- Purtroppo si. Mi dispiace, Gabrielle, se avessi saputo mi sarei fatto vivo prima, e non per conto del Chronicle. Un brutto colpo, vero?
- Siedi, Greg. Si, è stato un brutto colpo. Ma meno brutto di quanto immagini. Quello che addolora di più è sapere "come" è morto.
- Andava male, fra voi due?
- È un bel modo di dirlo. Si, "andava male". Non so dirti quanto, e non so dirti perché. So che comunque non sarebbe durato a lungo. - Siede accanto a Greg. È bella come la ricorda, nonostante il volto mostri i segni di quanto ha passato. Il corpo no, è sempre lo stesso. Le gambe sempre stupende, mostra la gonna, alzandosi mentre le accavalla con la solita grazia. - Non so neppure io cosa stia provando, in realtà. Dovrei essere addolorata, e forse lo sono. Ma non come dovrei. Mi pesa dover ammettere che, forse, mi sento più... risollevata. Stavamo per imboccare una strada difficile, e la sua morte ha semplificato enormemente le cose. Il dolore... Quando si vivono con qualcuno... certi momenti, è difficile provare dolore autentico, incondizionato, per la sua scomparsa, pur se così tragica. Soffrire per lui è più che altro un dovere. E una commedia da recitare davanti agli occhi del mondo.
- Aveva qualcuno?
- No, che io sappia. Non credo. E le circostanze in cui è morto dovrebbero avvalorare quello che penso. Se avesse avuto un´amante non avrebbe avuto alcun motivo di andare lì, dove è stato ucciso. La tua ricostruzione dei fatti mi sembra più logica.
- Sai se, e da quando, avesse queste... abitudini?
- No, non so che dirti. Non mi sono mai accorta di niente. La ragione mi dice che è improbabile che possa essergli successa una cosa del genere la prima volta che ci abbia provato, ma... intimamente, sono convinta che non lo avesse mai fatto in precedenza. È solo una mia convinzione, non suffragata da prove.
Parla con voce calma, Gabrielle, pacata. Come di qualcosa alla quale non è indifferente, ma che comunque non giudica eccessivamente importante. Greg troverebbe appropriato quel tono se stessero parlando di un incidente occorso ad una loro amica comune, non direttamente a lei.
- Non stavate assieme tutto il tempo. Sai chi frequentasse, abitualmente, e dove?
- Aveva qualche amico, si. Quella sera stessa, poco prima di... era stato con Preston Miller e Charlie Hunt, al... Brigantine.
- Al Brigantine?
- Sapevo che frequentava quel locale. Non so da quanto, ma quando l´ho saputo la situazione era già tale da impedirmi di prendermela, per questo.
- Certi svaghi si possono procurare benissimo lì. Che bisogno aveva di andare nel parco?
- Non lo so. - Appare annoiata, ora. La posizione di prima dev´esserle diventata scomoda, ne cerca un´altra. La gonna non ne vuole sapere di compiere il suo dovere. In altre circostanze, il fatto sarebbe encomiabile. - Anche per questo non credo che l´avesse per vizio. Forse un colpo di testa improvviso, sulla strada del ritorno a casa.
Preston Miller e Charlie Hunt. Il Brigantine. Appena fuori, l´appunto sarà trasferito su carta, per sicurezza. Ma da qualche parte, nel suo cervello, reparto archivio, questi nomi sono già stati inseriti in una cartelletta con la dicitura "evidenza".
Tenta di rilassarsi abbandonandosi contro lo schienale del divano. È comodo, lo schienale come il cuscino su cui siede. La soffice imbottitura gli massaggia piacevolmente le spalle. Gli occhi scivolano senza volere sulle gambe di Gabrielle. Si chiede se sia la prima volta che lo fanno. No, è certo di no. Ricorda di aver studiato, alle prime classi delle elementari, la distinzione fra muscoli volontari e muscoli involontari. Gli occhi, a quale categoria appartengono?
- Nostalgia, Greg?
Greg Dalara devia lo sguardo negli occhi di Gabrielle. Avevano affrontato un sacco di volte l´argomento, quello delle sue gambe. Qualche volta era stato scherzosamente, altre no. Un flirt platonico durato a lungo e sfociato nel nulla. Era stata Gabrielle a porvi fine. Semplicemente perché, prima che lo facesse Greg, qualcun altro aveva concluso con lei. Il guaio di Greg è sempre stato quello di voler essere sicuro di quello che faceva, prima di farlo. Questo porta via tempo, e c´è chi non sopporta di perderne, forse per carattere, forse per un´incosciente, realistica percezione di quanto poco sia, in fondo, quello che ci è messo a disposizione.
- Non sei cambiata, Gabrielle. Sei bella come sempre.
- E non faccio l´amore da una vita, Greg.
Si avvicina, per mettergli le braccia al collo. La gonna ha ormai perso ogni rispetto di se stessa. E a proposito di muscoli involontari, ce n´è uno che ha già deciso per i fatti suoi.
Ma tu non sei d´accordo, eh, Greg?
- Non puoi immaginare quanto abbia desiderato farlo, Gabrielle. Con te. E pure adesso ne avrei una gran voglia, francamente. Ma le condizioni non sono più quelle di una volta. Ho una ragazza, Gabrielle. Che amo. Si chiama Katherine. L´amo davvero. Per questo... non posso.
- Capisco, Greg - sospira Gabrielle, delusa, lasciando ricadere le braccia sul grembo. - Peccato. Non l´ho mai fatto con te, anche se mi sarebbe piaciuto. Per questo, mi piacerebbe immensamente farlo ora. Ma ti conosco. So che se hai stabilito che non puoi, il fatto che tu lo voglia passa in secondo piano. Posso solo sperare che cambino le cose. E se succederà, Greg, ora sai dove trovarmi.




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